Una nuova direttiva sul diritto d’autore è in arrivo

Il 20 o il 21 giugno 2018 sarà in votazione in Commissione Plenaria JURI il testo della Proposta di Direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio sul diritto d’autore nel mercato unico digitale (COM (2016) 593 del 14 ottobre 2016).

Particolare attenzione merita l’art. 13 che riguarda gli «utilizzi specifici di contenuti protetti da parte dei servizi online». L’obiettivo di tali disposizioni è quello di dare la possibilità ai titolari dei diritti di monitorare le loro opere caricate su piattaforme digitali per non perdere il loro controllo dandogli al tempo stesso la possibilità di selezionare con maggior grado di efficacia e libertà i diritti concessi e le condizioni di licenza. In tale prospettiva, l’art. 13 così prevede: «I prestatori di servizi della società dell’informazione che memorizzano e danno pubblico accesso a grandi quantità di opere o altro materiale caricati dagli utenti adottano, in collaborazione con i titolari dei diritti, misure miranti a garantire il funzionamento degli accordi con essi conclusi per l’uso delle loro opere o altro materiale ovvero volte ad impedire che talune opere o altro materiale identificati dai titolari dei diritti mediante la collaborazione con gli stessi prestatori siano messi a disposizione sui loro servizi. Tali misure, quali l’uso di tecnologie efficaci per il riconoscimento dei contenuti, sono adeguate e proporzionate. I prestatori di servizi forniscono ai titolari dei diritti informazioni adeguate sul funzionamento e l’attivazione delle misure e, se del caso, riferiscono adeguatamente sul riconoscimento e l’utilizzo delle opere e altro materiale» (art. 13).

A corredo di questa norma, il successivo art. 14 impone che «gli autori e gli artisti (interpreti o esecutori) ricevano, periodicamente e tenendo conto delle specificità di ciascun settore, informazioni tempestive, adeguate e sufficienti sullo sfruttamento delle loro opere ed esecuzioni da parte di coloro ai quali hanno concesso in licenza o trasferito i diritti, in particolare per quanto riguarda le modalità di sfruttamento, i proventi generati e la remunerazione dovuta».

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