Scorporare la rete di mandatari SIAE è possibile?

L’apertura effettiva del mercato delle collecting imposta dal D.Lgs. 35/2017, non può che passare attraverso la messa a fattor comune della rete di agenti mandatari SIAE. Dello stesso avviso è il Ministro Bonisoli che proprio ieri ha rilasciato una dichiarazione in tal senso auspicando la separazione delle funzioni della rete da quelle della gestione collettiva: «Stiamo lavorando ad una soluzione, un’idea è di guardare a quello che è stato fatto con Poste e Ferrovie», «magari ci può essere uno che fa i controlli per tutti e altri che gestiscono i diritti».

Non sarà facile trovare la via giusta poiché Poste e Ferrovie hanno una storia assai diversa rispetto a SIAE la quale, a differenza delle prime, è nata e si è imposta prevalentemente per la tutela di interessi privati di autori ed editori, e non pubblici della collettività.

Nel nostro convegno dello scorso 28 maggio ci eravamo già posti il problema richiamando i casi ENI, Terna e Telecom (qui) e sottolineando il ruolo che le autorità indipendenti hanno sempre giocato nei processi di liberalizzazione dei c.d. servizi di rete.

Allo stato attuale, la rete SIAE è per lo più composta da agenti monomandatari ai quali si affiancano alcuni dipendenti della collecting con delega territoriale. Quanto meno con riguardo ai primi (gli agenti indipendenti), un passo iniziale potrebbe essere quello di prevedere il divieto di mandato in esclusiva sicché possano fornire i servizi di rilascio licenze, verifiche ispettive e riscossione anche per conto di altre collecting.

Stay in tune!

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